Dal tradizionalismo filosofico all'operazionismo logonico - Gruppo di ricerca logonica

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Dal tradizionalismo filosofico all'operazionismo logonico

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Dal tradizionalismo filosofico all'operazionismo logonico

L'operazionismo logonico parte dall'assunto che tutte le nostre percezioni e rappresentazioni, tutti nostri contenuti di pensiero, come pure tutte le nostre sensazioni ed emozioni sono fondamentalmente il risultato di operazioni della memoria e dell'attenzione ( dinamismo mnemonico-attenzionale). La tradizione filosofica, considerando la mente come una collezione di entità astratte (ontologismo), ha sempre individuato e descritto, pur nelle variazioni dei diversi autori, una "realtà" esistente di per sé in grado di riflettersi passivamente, come datità precostituita, nella mente dell'osservatore. A tale concezione, l'operazionismo logonico ha contrapposto l'attività costitutiva dei significati, riconducendola ad un soggetto attivamente operante e riferendola al dinamismo mnemonico-attenzionale. L'esigenza di individuare, analizzare e descrivere le operazioni mentali ha richiesto la predisposizione di un modello teorico dell'attività mentale improntato ai principi della cibernetica, in modo da evidenziare il dinamismo operativo e particolarmente i numerosi schemi attenzionali. Oltre alla cibernetica di prima generazione (l’automazione) ed a quella di seconda generazione (la bionica, da “bios”) è quindi giunta la terza cibernetica(logònica, da “logos”) con il compito di modellizzare i vari aspetti dell’attività mentale. Per tutti e tre i rami della cibernetica, è centrale la nozione di feed-back, o retroazione. A tal proposito, è possibile proporre, a titolo di esempio, il seguente esercizio: ci si appoggi ad una parete, stando in piedi nella stazione eretta col programma di mantenere il contatto del dorso mentre i talloni vengono sollevati dal pavimento: si verificherà anzitutto se tale azione(il sollevamento del tallone) risulti o no compatibile col contatto dorsale. Riscontrando un mancato o diminuito contatto, tale scarto sarà fatto agire retroattivamente in funzione correttiva, ricercando un maggior appoggio del dorso alla parete allo scopo di ottenere in tal modo la rettifica del risultato, in conformità col programma richiesto. Diviene così rintracciabile un carattere distintivo della logonica che la distingue rispetto agli altri due rami della cibernetica: nell’automzione e nella bionica il feedback agisce automaticamente, mentre nella logonica , come nell’esempio precedente, esso viene consapevolizzato dal soggetto operante. Questa consapevolezza del feedback può assumere un significato più esteso, di carattere psicologico, etico e sociale: se il soggetto è consapevole delle retroazioni che possono originarsi dal suo operato, avrà anche modo di anticiparsi mentalmente le conseguenze del suo agire, rendendosi così responsabile del suo comportamento nei vari contesti situazionali.


Bibliografia di riferimento: 
S.Ceccato: La terza cibernetica Per una mente creativa e responsabile, Feltrinelli Ed.,1974
S.Ceccato: Cibernetica per tutti I modelli meccanici del nostro pensiero, Feltrinelli Ed., 1968.
Ceccato: Cibernetica per tutti Gli orizzonti che un modello della mente offre alle scienze dell’uomo, Feltrinelli Ed.,1970
 
 
 
 
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