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diacronico e sincronico

glossario
 
Diacronico - Sincronico

L'analisi operativa consente di attribuire al termine diacronico due diversi significati:
1) in una accezione tradizionale, il termine viene usato per designare eventi che, pur collocati in sequenza temporale, sono trattati come entità a sè stanti, separate ed autonome e quindi ontologizzate. Per esempio: la tradizionale periodizzazione della storia umana si avvale della classica distinzione in Preistoria, Medioevo, età moderna, età contemporanea, considerandole fasi compiute in netta separazione fra di loro. Non vengono poste in rapporto di reciproca interazione od interdipendenza, come se anche nella contemporaneità non fossero rintracciabili atteggiamenti e mentalità di stampo arcaico o medievale. Viene così formulata una serie di frammenti isolati in cui l'irreversibilità viene reciprocamente assegnata non solo al tempo ma anche (ed erroneamente) al pensiero. 

2) in una accezione operativa, il termine diacronico considera gli eventi non solo in rapporto di successione temporale, ma anche e soprattutto quali momenti contingenti di una trasformazione evolutiva.In tal modo, i singoli momenti, pur distinti cronologicamente, vengono svincolati dal riferimento tradizionale all'ontologia, per essere ricondotti, pur contraddistinti da nomi diversi, ad un unico processo esperienziale.Ponendo inoltre il rapporto organo-funzione, vengono superate le dicotomie e le antitesi quali: mente- corpo, spirito-materia, fede-ragione, tutto- nulla ecc..Per esempio, la tradizione, adottando il termine "mente" tende, in quanto sostantivo, ad ontologizzarlo, rendendolo assoluto e precludendone così l'analisi.La concezione operativa riconduce invece il termine "mente" all'attività dell'attenzione e della memoria, individuando in queste i fattori costitutivi di ogni contenuto mentale. Ne deriva che il pensiero non sarà più definito "pneuma" (l'antico soffio vitale dei Greci) o come spirito e neppure come la cartesiana "res cogitans". Sarà invece definito come attività dinamica risultante dal rapporto posto fra l'organo cervello (con gli apparati ad esso correlati) e la funzione da esso assolta attraverso il dinamismo mnemonico attenzionale.



Nella concezione operativa il sincronico diventa un momento del diacronico e tale che può sempre essere messo nella connessione degli eventi evolutivi e quindi diacronici. Per porre un esempio del passaggio dal sincronico al diacronico nella concezione operativa possiamo usare un termine come “zucchero” che se usato come tale, evidenzia l'aspetto sincronico, se invece viene analizzato come C6H12O6, cioè scomposto nei suoi ingredienti fisico/chimici, si connota come diacronico. 
La definizione fisico/chimica deriva dal processo evolutivo della scienza che ci ha permesso di studiare l'elemento naturale trovandone gli elementi di base che lo compongono e ne permettono la ricombinazione.



 

 
 
 
 
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