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Dopo Ceccato oltre Ceccato

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DOPO CECCATO, OLTRE CECCATO

Gianclaudio Lopez
Pino Parini

Premessa

Queste brevi, sintetiche considerazioni, articolate nei seguenti sei punti, sono frutto di un recente incontro tra Gianclaudio Lopez e Pino Parini e della loro lunga frequentazione delle analisi operative sul mentale di Silvio Ceccato e Giuseppe Vaccarino.
Con esse ci proponiamo di chiarire, anzitutto a noi stessi dubbi e di fissare e proporre quelli che ci sembrano presupposti condivisibili per uno sviluppo delle analisi operative del mentale. L’auspicio è quello di sollecitare nell’ambito della Scuola Operativa Italiana, dei suoi componenti e di chi vorrà aderire, attività di discussione e di ricerca che stabiliscano connessioni sempre più strette e approfondite con i risultati dei più recenti studi in campo fisico e neuro-fisiologico.
Siamo convinti che molte delle soluzioni proposte nel corso del tempo, nell’ambito delle ricerche operative sul mentale, possano trovare nuove verifiche e confermare le loro potenzialità euristiche e di sviluppo in progress del modello operativo.


1) Resta ferma l'originalità e l'efficacia della proposta ceccatiana di analizzare l'attività o energia mentale, come una combinatoria di stati attenzionali, un dinamismo non più semplicemente con funzione di vigilanza sul già dato o di selezione sull'operato di altri organi, ma come attività "costitutiva" e strutturante dei contenuti di coscienza o significati.

2) È tuttora estremamente rilevante l'esigenza ceccatiana di spiegare e superare i limiti e le contraddizioni derivanti storicamente dalla dicotomia "mente/corpo" sia nell'uso corrente, sia nella teorizzazione e "manipolazione" valoristica della tradizione filosofico-conoscitivista. Questa dicotomia, come è noto, ha segnato in negativo gran parte della ricerca, resa sterile dalla assunzione dei due termini come dati ontologici eterogenei e pretendendo, nonostante ciò, che siano in rapporto interattivo tra loro. Tra le varie soluzioni proposte per spiegare e superare "l'errore o svista conoscitivista" ci appare anche di estrema importanza l'analisi che individua la categoria di “cosa” come nucleo generativo, attraverso una particolare simmetria combinatoria degli stati di attenzione dei costrutti di "oggetto" e "soggetto" alla base delle ulteriori articolazioni del mondo categoriale ed osservativo.

3) Riteniamo altresì interessante e suscettibile di sviluppo uno spunto, più volte ripreso da Ceccato, negli anni novanta, per cui, da un punto di vista biologico, si può ipotizzare una fase della storia evolutiva umana in cui non si era ancora prodotta una separazione di funzioni tra sistema nervoso centrale e periferico. Questa separazione, una volta avvenuta, può spiegare la autonomia del dinamismo attenzionale e della sua funzione costitutiva di contenuti categoriali, ma sempre applicabili e interagenti con gli organi e le funzioni periferiche. Diventa così plausibile spiegare la ricchezza e la varietà dei contenuti di pensiero in termini di relazioni tra dinamismi visti come funzioni di cui ricercare gli organi e non più tra entità incompatibili. In questo modo una teoria dinamica del mentale riesce anche, finalmente a evitare il pericolo di ricadute nel classico contraddittorio dualismo ontologico o in monismi solipsistici e a creare un possibile scambio con tutte le altre discipline scientifiche

4) L'analisi dei processi osservativi dalla costruzione dei "presenziati" e quella dei "percepiti" e dei "rappresentati", con i possibili arricchimenti psichici e fisici, appare ancora una via maestra per sviluppare il modello ceccatiano integrandolo con tutti i nuovi contributi sperimentali delle scienze naturali.

5) Consideriamo utile ed auspicabile per il modello operativo proporsi anche uno studio diacronico delle strutture categoriali per individuarne eventuali nuclei invarianti e loro possibili trasformazioni secondo una linea ontogenetica e filogenetica.

6) La circolarità tra le analisi delle funzioni mentali e i processi fisici ad esse riferibili va visto in termini di sintesi sempre provvisorie, contingenti e pertanto storicamente evolutive.


Rimini , 25 agosto 2015

Gianclaudio Lopez
Pino Parini
 
 
 
 
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