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glossario
 

Partendo dal presupposto che l'immagine, contrariamente a come viene presentata anche a livello scientifico e scolastico, non è un dato ma il risultato di un processo che implica l'interdipenza di processi fisiologici e mentali, si può parlare di immagine riferendosi alla rappresentazione mentale di un oggetto oppure riferendosi alla percezione diretta dell'oggetto stesso: è in tal caso che si impone la concezione comune secondo la quale l'immagine, considerata come proprietà o forma connaturata alle cose, si riflette rovesciata sulla retina e viene riconosciuta come tale. (In tale concezione Ceccato ha individuato l'errore conoscitivistico perpetuato dalla filosofia tradizionale)
Sotto questo aspetto, per una corretta analisi nell'ambito operativo è necessario ricondurre l'intera problematica al complesso di operazioni percettive e categoriali.
La problematica dell'immagine comporta quindi la distinzione fra:
- immagine sollecitata dalla memoria
- immagine come rappresentazione mentale sollecitata dal leggere, scrivere, nominare l'oggetto
- immagine costituita in seguito alla diretta osservazione dell'oggetto.
Inoltre, per immagine non si intende il risultato di un processo in cui venga implicata la sola modalità sensoriale visiva, ma anche le altre modalità sensoriali; per cui potremo parlare di immagine uditiva, tattile, cinestetica, aptica, olfattiva e gustativa.
Possiamo quindi definire l'immagine come il risultato dell'operazione attraverso la quale il soggetto osserva (o ascolta, ecc..) qualcosa di fisico, psichico o mentale.
1) Quando l'osservazione si applica a qualcosa di fisico, passando quindi attraverso la presenziazione si ottiene un'immagine sensoriale
2) Quando l'osservazione si applica a qualcosa di psichico ne risulta un'immagine emozionale, affettiva, sensitiva.
3) Quando l'ossevazione si applica al mentale si ottiene un'immagine rappresentativa, mentre l'osservatore si costituisce come soggetto dell'osservazione.
Nella percezione non c'è ancora distinzione fra osservatore e osservato; in tale distinzione emergono da un lato il soggetto fisico operante in quanto organo di funzionamento (con funzioni mentali) e dall'altro il risultato dell'operazione di rappresentazione.
Il linguaggio delle immagini (iconico) non è comunque intrinsecamente dotato di senso, poichè i segni di tale linguaggio assumono valore simbolico in relazione al significato che il soggetto attribuisce a ciòc he osserva, anche in funzione del codice che si è costruito nel corso della sua esperienza di interazioni sociali.


 
 
 
 
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