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Accademia delle Scienze dell' U.R.S.S.
Istituto per i problemi della Diffusione e delle informazioni


A.L. Jarbus

I MOVIMENTI DEGLI OCCHI NELLA PERCEZIONE
DI OGGETTI COMPLESSI

Casa Editrice "Scienza"- Mosca 1965        





Nel presente capitolo cercheremo di chiarire in che modo un individuo guardi oggetti complessi e se in questo processo esistano regole fisse.                
Per esempio, alcuni ritengono che, guardando qualsiasi oggetto, noi giriamo con gli occhi intorno ai suoi contorni in maniera analoga a quanto avviene nel processo tattile.                                                                                   
Altri pensano che osservando un quadro si percorra con gli occhi più o meno uniformemente tutta la sua superficie.                                                              
Prima di accingersi alla lettura del testo è necessario che il lettore, anche se di sfuggita, dia un'occhiata alle illustrazioni nelle quali sono raffigurati i grafici dei movimenti degli occhi.
Lo studio di questi grafici dimostra, prima di tutto, che nell'osservazione di immagini complesse l'occhio dell'individuo indugia in sostanza solo su alcuni elementi di queste. Qualunque raffigurazione (purché non sia un fondo uniforme o un mosaico ripetitivo) contiene di solito numerosi elementi: su pochi l'occhio si trattiene piuttosto a lungo; su altri sosta di meno e infine su alcuni si sofferma pochissimo o addirittura non presta loro alcuna attenzione.

                                                                                                                         

In che cosa si differenziano gli elementi che attirano in particolar modo l'attenzione e che cosa caratterizza quelli che non l'attirano affatto? L'analisi del grafico del movimento degli occhi dimostra che gli elementi che attirano l'attenzione contengono o possono contenere, secondo l'opinione dell'osservatore, informazioni utili e necessarie nel processo percettivo.
Gli elementi sui quali l'occhio non si sofferma non contengono tali informazioni, oppure possono non contenerne a giudizio dell'osservatore.
Proviamo a chiarire e a dimostrare quanto asserito.  Prima di tutto possiamo notare che una particolare attenzione o, all'opposto, l'indifferenza verso gli elementi della figura, non sono in alcun modo condizionati dalla quantità di dettagli presenti nell'insieme. Così, per esempio, la figura del cacciatore nell'immagine del bosco (fig.1) attira in particolar modo l'attenzione dell'osservatore benché essa non contenga dettagli più numerosi di altri elementi del quadro.





                          
              


Fig.1- Riproduzione del quadro di Ivan Shishkin,
    La foresta della Contessa Mondrinova - 1891.        

Grafico in libera osservazione con due occhi.                                                              


Le figure degli orsacchiotti (fig.2) contengono meno dettagli dei rami dei pini; tuttavia proprio essi attirano l'attenzione più di ogni altra cosa.                                                                               
Il grafico della fig. 3 mostra come l'occhio percorre la linea dell'orizzonte e segue il fusto delle betulle, sebbene in questo quadro vi siano soprattutto molti dettagli nella raffigurazione dell'erba e delle foglioline.

 








Fig.2- Riproduzione del quadro I.K. Shishkin "Mattina nella pineta".
Grafici in libera osservazione con due occhi. Durata: 2 minuti e 10 secondi.


Qualunque grafico del movimento degli occhi dimostra che, di per se stessa, la qualità dei dettagli in un elemento del quadro non condiziona il volgersi dell'attenzione verso quell'elemento.                                                        
Ciò è facile da capirsi se si considera che vi sono sempre dettagli guardando i quali l'osservatore può ottenere informazioni  necessarie e utili, così come ci sono sempre dettagli che possono non dire nulla di nuovo e di utile. Analogamente non bisogna ritenere capaci di attirare l'occhio gli elementi più chiari o quelli più scuri della raffigurazione quando prendiamo in considerazione la luminosità di questi elementi. Tutti i grafici del movimento degli occhi dimostrano infatti che gli elementi luminosi ed oscuri del quadro attirano l'attenzione dell'osservatore solo nel caso in cui siano portatori di informazioni utili e necessarie.
Così per esempio nella fig.2 l'osservatore si sofferma soprattutto sulle figure bruno scure degli orsacchiotti, mentre nella fig.3 l'attenzione dell'osservatore è attirata dai fusti bianchi delle betulle e  nell'immagine del bosco (fig.1) la figura del cacciatore si fonde quasi completamente con lo sfondo, e così via.


Fig.3- Riproduzione del quadro di I. Levitan "Il boschetto delle betulle".   



Grafico in libera osservazione con due occhi. Durata: 10 minuti.



Per molti osservatori alcuni colori sono più piacevoli e altri meno. Talora usano persino l'espressione: "il mio colore preferito". La maggior parte delle riproduzioni che abbiamo usato nei nostri esperimenti, presentandole per la libera osservazione, erano colorate. Abbiamo anche proposto riproduzioni a colori in bianco e nero di alcuni dipinti di determinate dimensioni.
I grafici corrispondenti non hanno tuttavia in nessun caso rivelato una sensibile influenza del colore nella determinazione dei punti di fissazione. Si deve dedurne che se il colore del soggetto non assume qualche particolare significato ed è indifferente per il contenuto del quadro stesso, esso non manifesta alcuna influenza sul carattere del movimento degli occhi.
I risultati sperimentali dimostrano che nel processo della visione occupano un ruolo importante i contorni e i confini della raffigurazione. Sorge la questione: in quale misura questa importanza del contorno e del confine delle figure si rivela nel movimento degli occhi e nella determinazione dei punti di fissazione?                                                               
L'analisi dei grafici delle illustrazioni del testo dimostra che di per se stessi i confini e i contorni non esercitano di solito nessuna influenza sul carattere del movimento degli occhi. Non si possono ritrovare analogie col movimento delle mani di un cieco che tasta tutto intorno i confini e i contorni.
                                                                                                                           
Il confine e il contorno sono importanti per il comparire dell'immagine visiva, tuttavia quando l'immagine è affiorata ed è visibile ininterrottamente, l'osservatore non ha alcuna necessità di interessarsi in special modo ai contorni e ai confini.                                                                           
I contorni e i confini  sono soltanto elementi che assieme ad altri elementi non meno importanti, concorrono a sollecitare la nostra percezione e la nostra conoscenza dell'oggetto.                                                                                 
E' del tutto evidente che il contorno dell'oggetto attirerà l'attenzione dell'osservatore se nella stessa sagoma del contorno sono racchiuse informazioni necessarie e importanti.
Così, per esempio, osservando il ritratto scultoreo di Nefertiti (fig.4)  l'attenzione è attratta quasi totalmente dal profilo del ritratto, i quali permettono anche all'osservatore di farsi un'idea chiara del ritratto stesso.
   

               
Fig.4- Ritratto della regina egiziana Nefertiti, 16° sec. a.c.   
Grafico in libera osservazione con due occhi. Durata: 2 minuti.


D'altra parte, il grafico della fig.5 nella quale sono fissati i movimenti degli occhi durante la libera osservazione di una immagine dai contorni nitidi, non si differenzia in nulla dai grafici di raffigurazioni normali e senza contorni.
Tutti i grafici che sono riportati in questo capitolo e i grafici  cui non accenniamo ci permettono di affermare che il carattere del movimento degli occhi o non dipende affatto o dipende molto poco dal tipo di materiale usato, dallo stile e dalla tecnica adottati per rappresentare l'immagine nel caso in cui essa sia piatta o quasi piatta.
                                          
L'osservazione di oggetti situati in una camera o l'osservazione di una rappresentazione scultorea in cui i punti di fissazione mutano in riferimento alla diversa posizione degli oggetti o dalle loro parti, si distingue dall'osservazione di oggetti su superficie piatta solo per un nuovo tipo di movimento sul quale influisce la convergenza o la divergenza degli occhi.
I grafici dimostrano che nel processo dell'osservazione, nella generalità dei casi, lo sguardo dell'osservatore è di solito attratto solo da alcuni elementi della raffigurazione. Come si è detto, attraverso l'analisi di questi elementi risulta che essi sono i portatori delle informazioni che permettono di scoprire il contenuto della raffigurazione.







Fig. 5 - Disegno di V. Surikov.  




Grafico di un occhio in libera osservazione con due occhi. Durata: 3 minuti.   










I movimenti degli occhi riflettono i processi del pensiero umano e perciò i loro grafici permettono in qualche misura di giudicare le facoltà mentali dell'osservatore e i pensieri che accompagnano l'osservazione di questo o quell'oggetto.
Studiando i grafici è facile stabilire verso quali elementi, in quale successione e con quanta frequenza si rivolge l'occhio (e per conseguenza anche il pensiero) dell'osservatore.  
Guardando i grafici delle figg. 6 e 7, presi durante la libera osservazione del quadro di Repin: "L'Ospite inatteso", noi constatiamo che in tutti i 14 grafici, i volti dei personaggi rappresentati nel quadro attirano l'attenzione dell'osservatore molto di più che le stesse persone e le persone a loro volta più che gli oggetti dell'ambiente e così via. Per di più persino i volti dei diversi personaggi attirano l'attenzione in misura differente a seconda del posto che essi occupano nella rappresentazione.

   






 


Riproduzione del quadro di I.E. Repin "L'ospite inatteso" e i grafici del movimento degli occhi di 7 diversi soggetti.
Ogni soggetto ha osservato liberamente (cioè senza ricevere alcuna indicazione).
Osservazione con tutti e due gli occhi. Durata 3 minuti.   


 
  


 






Riproduzione del quadro di Repin e 7 grafici di un solo soggetto in libera osservazione con due occhi.  3 minuti per ogni grafico.  Intervallo tra i grafici: uno o due giorni.  I grafici sono disposti in ordine cronologico.
 
Durante l'osservazione del volto umano lo spettatore abitualmente presta attenzione soprattutto agli occhi, alle labbra e al naso. I rimanenti tratti del volto sono osservati piuttosto fugacemente.                                                                                    
Se poi guardiamo il grafico della fig.8 si può constatare che quasi tutta l'attenzione dell'osservatore è attratta dagli occhi della ragazza. Un'attenzione considerevolmente minore è diretta alle labbra e al naso.
      
                                         
Fig.8- Fotografia di un volto di ragazza                         
Grafico in libera osservazione con due occhi - Durata: 1 minuto.

Nel grafico della fig.9 l'attenzione si concentra particolarmente sulle labbra e il lettore può rendersene conto osservando la fotografia.
                               
                

Fig.9- Prima pagina della rivista "Ogognok"  N°23 del 1959.
Titolo: "La piccola del Volga".  


E' degno di nota che anche durante l'osservazione della testa leonina (fig.10) e della raffigurazione scultorea del gorilla (fig.11) i punti di fissazione dello sguardo insistono soprattutto sugli occhi, sul naso e sulle fauci degli animali.
             
               
Fig. 10- Disegno di V. Vataghin                                  
Grafico di un occhio in libera osservazione con due occhi.  Durata: 2 minuti

               
                        
Fig. 11- Scultura di V.Vataghin "Gorilla"                  
Grafico di un occhio in libera osservazione con due occhi. Durata: 1 minuto.
                          
                          
Fig.12- Scultura di G. Petrascevich "Mio bambino"        
Grafico di un occhio in libera osservazione con due occhi. Durata: 2 minuti.

Gli occhi e le labbra possono dire allo spettatore qualcosa sullo stato d'animo dell'uomo, e il suo atteggiamento suggerire le azioni che si svolgeranno nel momento successivo e così via.                                                    
Perciò è del tutto naturale e comprensibile che proprio gli occhi e le labbra attirino l'attenzione sul volto umano più di ogni altra cosa. Nell'osservazione della fotografia di una scultura (fig.12) l'attenzione dell'osservatore è dedicata soprattutto alla faccia del bimbo dormiente (occhi chiusi, labbra, naso) e al sorriso della madre. In particolare le labbra attirano l'attenzione e così pure la mano che sorregge la testa del bambino.
E' facile notare che il viso del bambino ha l'espressione di un sonno sereno, mentre il viso della madre e il suo tenero sorriso esprimono la letizia della maternità sottolineata dalla mano destra che si atteggia a protezione e tenerezza. L'osservatore in questo caso ha fissato proprio gli elementi indispensabili a cogliere il contenuto fondamentale di quella rappresentazione.
Abbastanza spesso l'attenzione dell'osservatore si sofferma su elementi che non portano alcuna informazione sostanziale, ma che a suo avviso potrebbero portarla.
Alle volte si sofferma anche su elementi inconsueti in quel determinato contesto, come pure su elementi sconosciuti o non espressamente indicati.
Così per esempio molti punti di fissazione nei grafici delle figg.3-4, corrispondono alla linea dell'orizzonte.
Evidentemente l'osservatore ha guardato l'orizzonte sperando di coglier qualcosa di sostanziale.                                                                                             
Nella fig.1 lo ha interessato la radura tra gli alberi, mentre nella fig.13 egli ha osservato abbastanza dettagliatamente il divertente ciuffetto sulla testa del bimbo e così via.

                                                                         
                                                                                             
Fig. 13- "Bambina". Fotografia della sig.ra S. Orlina sulla rivista Ogognok, n°21, 1959      
Grafico di un occhio in libera osservazione con due occhi.  Durata: 1 minuto.                                                                                                                                                                                                                                    
(pag.6-7-8)
Se osserviamo attentamente le due serie di grafici delle figg. 6 e 7 provenienti da esperimenti condotti con 7 osservatori, si può dire che i vari osservatori pensano in modo diverso e quindi, in una certa  misura, guardano in modo differente. Si può anche dire che tutti gli osservatori i cui movimenti degli occhi sono raffigurati nelle fig. 6 e 7 erano persone di una certa cultura; a tutti loro il quadro di Repin era noto e da tutti era apprezzato da molto tempo. Con questo evidentemente si spiega, in generale, anche la grande affinità di tutti i grafici. Si può così affermare che la constatata affinità dei grafici sarebbe stata considerevolmente minore se gli osservatori ai quali sono noti il quadro e l'epoca a cui si riferisce, hanno guardato il dipinto in modo diverso da quelle persone che l'avessero visto per la prima volta e non avessero inoltre alcuna conoscenza dell'epoca corrispondente.                                                                                                      
Altrettanto naturalmente possiamo affermare che qualsiasi complesso oggetto di percezione conosciuto dal fisico e sconosciuto dal biologo (oppure viceversa) sarà visto in modo totalmente diverso dal fisico e dal biologo.
Secondo i compiti che l'uomo si pone, ovvero secondo il tipo di informazione che egli deve ricevere, cambierà anche di conseguenza  la determinazione dei punti di fissazione sull'oggetto in quanto diverse informazioni sono di solito localizzate in diverse parti dell'oggetto.                              
A prova di quanto detto può servire la fig.14. In essa si vede come, secondo le direttive date a chi osserva il quadro, mutano i movimenti degli occhi.
Così, per esempio, con la richiesta: "valuta la condizione materiale  della famiglia rappresentata nel quadro" l'osservatore ha prestato particolare attenzione all'esame degli abiti della donna e all'esame degli oggetti (la poltrona, le sedie, la tovaglia e così via).  
Con l'indicazione: - "Determina l'età delle persone raffigurate" - tutta l'attenzione si è concentrata sui volti.
A seguito della richiesta: - "Cerca di spiegare di che cosa si stava occupando la famiglia prima dell'arrivo di colui che non era atteso" (ci si riferisce al protagonista del quadro), l'attenzione dell'osservatore si è indirizzata specialmente sugli oggetti distribuiti sul tavolo e in particolare sulle mani dei fanciulli, su quelle delle donne e sullo spartito musicale.                                                   
In risposta al test: - "Tieni a mente la disposizione delle persone e degli oggetti nella camera" -  ha fatto si che l'osservatore guardasse tutta la camera e tutti gli oggetti.
La sua attenzione è stata persino attirata dal piede della sedia che si vede, in parte, a sinistra del quadro; piede che fino a quel momento non era stato notato.
Infine, il test: - "Valuta quanto tempo è stato assente dalla famiglia colui che non era atteso" - ha suscitato nell'osservatore un movimento degli occhi particolarmente intenso tra i visi dei bimbi e il volto del sopraggiunto. Senza dubbio in quel caso egli si è sforzato di trovare la risposta alla domanda considerando l'espressione dei visi e cercando di scoprire se i bambini riconoscevano il sopraggiunto o no.



  



  



Fig. 14 - Riproduzione del quadro di Repin e 7 grafici di un solo soggetto. Durata 3 minuti, con due occhi.

1) Grafico in libera osservazione.                                                                                                                              
Prima di iniziare ognuna delle successive registrazioni è stata posta al soggetto questa domanda:

2) "Valuta la condizione materiale della famiglia".

3) "Determina l'età delle persone".
                                                                                                                               
4) Cerca di spiegare di cosa si stava occupando la famiglia prima dell' arrivo di colui che non era atteso".                                                                                                                                                                       
5) "Tieni a mente il vestito delle persone raffigurate".

6)"Tieni a mente la posizione delle persone e degli oggetti nella camera".
                                                                            
7) "Determina per quanto tempo è stata assente dalla famiglia la persona che non era attesa".


I grafici che si ricavano da qualsiasi tests sono interessanti perchè permettono di comprendere il significato dei movimenti degli occhi durante l'osservazione. Essi mostrano in modo lampante che la scelta degli elementi che forniscono questa o quella informazione è determinata dai compiti assegnati all'osservatore e questa scelta può cambiare nei termini più vasti.

(pag. 6-7-8)

Le figg. 6 e 7 dimostrano che lo sguardo dell'osservatore si trattiene sui volti e sulle persone in funzione dell'importanza che hanno nel contesto di tutto il quadro. Si deve osservare a questo proposito che i rapporti fra le dimensioni delle persone e degli oggetti, la loro posizione nell'ambito del quadro, o, in altre parole, tutto ciò che chiamiamo la composizione dell'opera, hanno un'importanza determinante. Fra tutte le persone raffigurate nel quadro la figura della donna, la più voluminosa e centrale di tutte, attira l'attenzione più di ogni altra.
La composizione è pertanto il mezzo mediante il quale il pittore può, in una certa misura, comunicare allo spettatore il modo in cui lui stesso ha percepito l'evento.
Se durante la percezione di qualsiasi oggetto il grafico del movimento degli occhi viene registrato per parecchi minuti, in quel grafico è facile notare che l'occhio dell'osservatore, cambiando i punti di fissazione, ritorna molte volte su pochi e determinati elementi della raffigurazione.                                                     
Il tempo supplementare concesso all'osservatore, viene da lui impiegato non nella osservazione degli elementi di secondaria importanza ma nella ripetuta osservazione dei più importanti.                                                                               
Si ha l'impressione che la percezione delle raffigurazioni risulti di solito dalla somma di una serie di cicli che hanno tra loro molto in comune.  (pag.9)
Per esempio, dopo un'occhiata al grafico della fig.8 possiamo persuaderci che l'osservazione del ritratto si è ridotta all'alternanza ripetuta della fissazione ora di un occhio ora dell'altro della fanciulla. La stessa cosa possiamo constatare osservando il grafico della fig.9 ed è facile notare che nel complesso essi si distinguono poco.                                                                              
La distribuzione dei punti di fissazione e le caratteristiche del movimento degli occhi quasi coincidono. E' da tener conto che, benché i grafici provengano dallo stesso osservatore, l'intervallo fra i due test è stato di un mese.
I movimenti degli occhi che si ripetono sono particolarmente visibili nella fig.4.
Nel corso di due minuti l'osservatore ha percorso con gli occhi per parecchie volte il profilo del ritratto scultoreo.                                                                               
L'analisi di differenti grafici dei movimenti degli occhi dimostra che il prolungarsi del ciclo nel corso del quale l'occhio dell'osservatore riesce a scorrere tutta l'immagine, alle volte è pari a diversi secondi, altre volte invece comporta alcune decine di secondi.
Quanto più è complesso e denso di particolari l'oggetto, tanto più a lungo dura il ciclo corrispondente.
                                                                                                
La fig. 15 mostra la riproduzione del quadro di Repin: "L'ospite inatteso". la registrazione del movimento degli occhi in libera osservazione è durata tre minuti.                                                                                                                                 

La stessa registrazione è divisa in sette grafici che si susseguono senza interruzione uno dopo l'altro, per cui la durata di ogni grafico risulta di 25 secondi. (Durante l'esperimento ogni 25 secondi venivano sostituiti molto rapidamente i fogli di carta a impressione rapida).
                                                                                                                                      Se noi analizziamo separatamente tutti i grafici possiamo comprendere che  ognuno di essi corrisponde a un ciclo nel corso del quale l'occhio ha il tempo di fermarsi e contemplare gli elementi più essenziali del quadro. In ogni caso ognuno dei sette grafici mostra che l'occhio dell'osservatore è riuscito ad esaminare i volti di tutti i sette personaggi rappresentati nel dipinto.
                                                                                                                                              
In altre parole, nel corso di un esperimento di tre minuti l'osservatore ha rivolto l'attenzione almeno sette volte su ciascuno dei volti.











Fig. 15 - Riproduzione del quadro di Repin. Registrazione di grafici, durata: 3 minuti in libera osservazione.

La registrazione è divisa in sette grafici che si susseguono ininterrottamente.
Durata di ciascun grafico: 25 secondi

I grafici della fig.14 confermano che la ciclicità, dimostrata nell'osservazioni delle immagini, dipende non solo da ciò che è rappresentato nel quadro, ma anche dal compito assegnato all'osservatore e del suo atteggiamento nei confronti del dipinto.
Così per esempio al test: "Determina l'età dei personaggi rappresentati" si hanno grafici dai quali risulta che i movimenti degli occhi si ripetono relativamente poco.                                                                                         
In risposta al test: "Determina per quanto tempo è stato assente dalla famiglia colui che non era atteso", i movimenti ripetuti risultano più numerosi. Evidentemente la ciclicità riscontrata nell'osservazione degli oggetti riflette certe peculiarità della nostra percezione e delle nostre facoltà mentali. In relazione a ciò si possono formulare soltanto alcune ipotesi sulle quali non conviene fare troppo affidamento.                                          
Per esaminare in maniera più approfondita le particolarità del movimento degli occhi nello stadio iniziale dell'osservazione del quadro di Repin a noi noto, è stata eseguita una registrazione ininterrotta di trentacinque secondi.Tale registrazione è stata divisa in sette grafici di cinque secondi susseguentisi l'uno dopo l'altro. I risultati dell'esperimento sono mostrati nelle figg. 16 e 17.
                             
   

 


 




          
                                                                    
Fig. 16 - Riproduzione del quadro di Repin. registrazione del movimento degli occhi in libera osservazione, durata 35 secondi. La registrazione è divisa in sette grafici che si susseguono ininterrottamente. Durata di ogni grafico: 5 secondi. Numero delle fissazioni di ogni grafico:
1) - 18,   2) - 16,   3) - 18,   4) - 14,   5) - 15,   6) - 13,   7) - 15.
Nella fig. 17 tutti i punti di fissazione dello sguardo sono abbinati al quadro indicati dalle zone circolari scure.
                                                                                                           
L'ampiezza di tali zone è stata scelta in modo che potesse corrispondere alla misura angolare fovea centrale dell'occhio dell'osservatore (1, 3°). In altre parole le zone nere possono essere viste come la proiezione nel dipinto della cavità centrale (fovea) dell'occhio dell'osservatore e ciò in funzione delle condizioni poste dall'esperimento.

                                 
Fig. 17 - Riproduzione del quadro di Repin e registrazione già raffigurata nell'illustrazione precedente. In questo caso tutti i punti di fissazione sono circoscritti da cerchi neri. La grandezza dei cerchi corrisponde all'angolo di visione della fovea centrale. Il disegno mostra sopra quali elementi e con quale ordine di successione si pone la fovea nel processo di osservazione. Durata: 35 secondi.

Per l'analisi dei risultati dell'esperimento sarà utile osservare più dettagliatamente la fig.7. Qui si può notare che durante i primi cinque secondi, l'osservatore ha rivolto la sua attenzione all'uomo che entra. Lo sguardo dell'osservatore si è soffermato piuttosto a lungo sulla faccia del personaggio e sulla parte superiore del suo corpo. Alla fine di questo periodo l'osservatore è riuscito a guardare anche gli stivali dell'uomo e i volti delle donne che appaiono presso la porta aperta.                                        
In tutto il primo periodo l'osservatore ha mutato diciotto punti di fissazione. Si può constatare inoltre che sedici punti di fissazione hanno permesso all'osservatore di ricevere almeno un'impressione complessiva relativamente al fatto che l'uomo è giunto inatteso, mentre con due fissazioni l'osservatore si è limitato a prendere atto dei volti delle donne che stanno in piedi accanto alla porta e che esercitano il ruolo di personaggi di secondo piano.
                                                                                                            
Nel secondo periodo di cinque secondi, i punti di fissazione si sono rivelati distribuiti soprattutto lungo la linea dello sguardo dell'uomo che entra; (sguardo che è diretto al viso della donna che in primo piano si rivolge verso di lui). Si può sostenere che in questo periodo l'osservatore ha colto le reciproche relazioni che intercorrono tra i due personaggi del quadro. Non è escluso che proprio durante questo periodo l'osservatore abbia intuito in qualche misura il significato fondamentale dell'opera.
Nel corso di questo secondo periodo l'osservatore ha cambiato sedici punti di fissazione.                                                                                                                                              
Il terzo periodo è stato dedicato all'esame della donna anziana e della donna che siede al pianoforte.
                                                                                                       
E' da tenere presente che durante questo esame, come è successo anche nei periodi precedenti, si ripete la fissazione del volto dell'uomo che sta entrando. A questo periodo corrispondono diciotto fissazioni.
Nel corso del quarto periodo di cinque secondi, l'osservatore, continuando l'esame degli stessi personaggi ha cominciato a guardare i volti dei bimbi che siedono al tavolo. A questo periodo corrispondono quattordici punti di fissazione.
Il quinto periodo di cinque secondi è stato dedicato all'esame di tutti i personaggi dell'azione ma in particolare ai bambini che siedono al tavolo. A questo periodo corrispondono diciassette punti di fissazione. Si può affermare che con il quinto periodo ha termine tutto il primo ciclo di osservazione del quadro, in quanto il sesto e il settimo periodo contengono movimenti già fatti nei precedenti.
I risultati dell'esperimento illustrato con le fig. 16 e 17 mostrano che già nei primi 25 secondi l'occhio dell'osservatore è riuscito ad esaminare tutti gli elementi più importanti della raffigurazione e a farsi un'idea generale del contenuto del quadro.
Un dato importante è che nel corso di ogni periodo di cinque secondi, l'osservatore, sia pure una sola volta ha sempre rivolto lo sguardo all'uomo che entra. Durante la percezione del quadro, il pensiero dell'osservatore è stato costantemente rivolto all'uomo come a un centro al quale si collegavano e si coordinavano tutti gli elementi della raffigurazione.
Nell'illustrazione 16 e 17 è mostrato inoltre che nel corso di 25 secondi l'osservatore ha cambiato complessivamente ottantatre punti di fissazione. La loro distribuzione nello spazio e nel tempo dà al lettore una certa idea della percezione di una immagine così complessa come il quadro di Repin.

 
 
 
 
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