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mente e corpo

glossario
 
Nella tradizione filosofica, il rapporto mente-corpo è stato concepito in prevalenza nella visione dualistica dell'uomo diviso in anima e corpo; successivamente tale concezione si è radicalizzata, con Cartesio, nella dicotomia tra res cogitans-res extensa.
Nel secolo scorso, tale dualismo ontologico, pur divenuto minoritario, ha comunque trovato sostenitori sia tra filosofi (K.Popper) che tra scienziati (J.Eccles).
Oltre all'incoerenza rispetto alla teoria dell'evoluzione, il dualismo ontologico incorre nella difficoltà di spiegare in che modo la mente possa influire sul corpo essendo ontologicamente altro da esso, trovandosi in ciò apertamente in contrasto anche rispetto alla concezione psicosomatica, che costituisce oggi un riconosciuto caposaldo sia in campo medico che psicologico.
Anche Wittgenstein, screditando il dualismo, sostiene che gli stati mentali, lungi dall'essere res (sostanze), sono "costruzioni logiche prive di contenuto empirico".
L'influenza del positivismo logico ed i progressi nel campo delle neuroscienze hanno poi favorito l'affermarsi di una versione naturalistica di monismo materialista (fisicalismo), identificando la mente in meri processi elettro-biochimici ( e non nei loro risultati) e ritenendo quindi sufficiente descrivere tali processi per ricavarne il concetto di attività mentale (riduzionismo).
Nella prospettiva OPERAZIONISTA si afferma invece l'unità dell'organismo biologico, caratterizzato dall'interdipendenza tra funzioni come risultati di funzionamenti organici: dal funzionamento dei vari apparati risultano le corrispondenti funzioni (dal funzionamento dell'apparato respiratorio risulta la respirazione, come dal funzionamento dell'apparato cardio-circolatorio risulta la circolazione; da quello digerente, la digestione, e così via).
Dal funzionamento dell'apparato neuro-endocrino risulta la funzione neuro-psichica ( neuro-cognitiva o neuro-sensitiva , a seconda dei livelli e dei centri attivati).
La prospettiva operazionista nei riguardi del rapporto mente-corpo non è quindi riduzionista, bensì riconduzionista, nel senso che riconduce, appunto, l'attività mentale ai processi biologici che la sottendono: non si tratta di identificare i processi mentali nei processi corporei, ma di stabilirne l'interdipendenza funzionale, vedendo così l'attività mentale come risultato di processi neurali.
La concezione operazionista si contrappone quindi alla spiegazione ontologica, che considera il mentale in termini di "entità", invitando così a tornare alle "qualità occulte" dello spiritualismo o a cercare l'operare mentale in qualcosa di meramente fisico-corporeo, come nel materialismo fisicalista. Propone invece una "mente consapevole", da considerare non più come collezione di entità astratte, ma come un DINAMISMO MNEMONICO-ATTENZIONALE COSTITUTIVO DI UN PENSIERO ANALIZZABILE E DESCRIVIBILE IN TERMINI DI OPERAZIONI.
Nella linguistica tradizionale mente e corpo sono considerati in modo ontico come entità separate mentre nella linguistica operativa l'analisi pone in interazione i due elementi dopo averli individuati costituendo una interdipendenza ed eventualmente una interdipendenza che può anche indurre trasformazione. Esempio: l'attenzione sospesa e prolungata può modificare alcune reazioni fisiologiche come il respiro, il circolo sanguigno, la secrezione endocrina e sudorifera ecc..
Una evidente dimostrazione della bipolarità mente/corpo consiste nel concetto di schema corporeo con il quale si intende una rappresentazione mentale dei segmenti corporei posti in rapporto di interdipendenza. 



 
 
 
 
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